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Jan 28, 2006
Galeotto fu l'ufficio

Una strana libido s'impossessa, ogni giorno, di uomini e donne, dalle 9 alle 18. È quella che potremmo chiamare "libido da ufficio", che trasforma la giornata lavorativa in una giornata da vivere sessualmente. Per molti è potenziale e rimane fine a se stessa. Per altri porta alla consumazione del rapporto vero e proprio. Il sondaggio effettuato da Monster ha trasformato in realtà (per molti) quello che è un sogno (per molti altri): avere un rapporto tra i computer dell'ufficio o, perché no, sulla scrivania del capo. Oltre 17mila le persone intervistate (60% uomini) per il sondaggio, attraverso i tredici siti europei della società. Una sola domanda: hai mai fatto sesso in ufficio? Il 19% ha risposto sì, qualche volta; il 10% di farlo regolarmente. Significa che, senza problema alcuno, molta gente si diverte a consumare un amplesso tra gli incartamenti dell'ufficio. Il sondaggio ha evidenziato però anche la netta avversione a un rapporto tra colleghi. Il 34% degli intervistati, infatti, ha detto di non averlo mai fatto e che non lo farebbe mai. Il restante 37% non l'ha mai fatto, ma non gli dispiacerebbe. Attenzione ai dati italiani: il 16% degli intervistati fa l'amore regolarmente in ufficio: ecco che ritorna la voglia di trasgressione, coi machi focosi e le calienti signore disposte ad abbattere le scartoffie stile Fantozzi e lasciarsi andare su quella scrivania che, magari, ospita pure la foto del marito o della moglie (spesso rapporto in ufficio è sinonimo di tradimento). C'è invece chi, avendo in tasca le chiavi dell'ufficio, trasforma il proprio posto di lavoro in alcova, e ci porta il fidanzato. In generale, i dati italiani "preoccupano" i responsabili della Monster: è un segnale di squilibrio nel rapporto lavoro-vita. Perché ridursi a farlo sul posto di lavoro quando invece, organizzandosi bene la giornata, si potrebbero lasciare le energie per la sera? Pollice verso anche da quegli imprenditori che, a loro insaputa, ospitano appuntamenti amorosi. Non nascondono che confondere il dovere col privato, sia sentimentale sia sessuale, rappresenti un problema di non facile gestione. Esattamente l'opposto di ciò che pensano le persone intervistate. Far l'amore in ufficio fa bene, come in qualsiasi altro posto. Perché farlo fuori di casa rappresenta l'occasione per uscire dalla routine. Il buon vecchio e intramontabile amore terapeutico, insomma. Che c'è di male, allora?
Storie, Tentazioni e Romanticismo o Letteratura e Perversioni

Posted at 06:00 pm by erosblog
 

Preservativo con consenso

Scusa, cara, posso avere la tua impronta digitale?" E' la formula consigliata da una marca di preservativi inglese che allega al prodotto un contratto di accettazione volontaria del rapporto, da firmare con l'impronta digitale della partner. Imballata con lo slogan "Sì, io voglio fare sesso con te" in evidenza, la confezione contiene una targhetta di plastica su cui, quando la faccenda si scalda, la donna può imprimere l'impronta per significare il suo consenso all'atto. Nonostante l'inventore li ritenga una valida protezione contro infondate accuse di stupro, numerose associazioni si sono schierate contro il preservativo con consenso. La portavoce di "Women Against Rape" ha dichiarato: "Se un uomo può costringere una donna ad avere rapporti sessuali con lui, come impedirgli di costringerla ad aprire un pacchetto di preservativi?" Il signor Morrow, l'inventore del preservativo con consenso, ha dichiarato di aver avuto l'idea dopo aver visto un documentario della BBC su persone accusate ingiustamente di violenza sessuale. "Forse la mia invenzione non è molto romantica", ammette Morrow, "ma è un prodotto dei nostri tempi." Dal punto di vista legale il contratto stipulato con il preservativo di Morrow è comunque ininfluente, perché la legge prevede che la donna possa negare il suo consenso in qualunque momento lo desideri, quindi l'impronta testimonierebbe solamente la sua presenza.
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Posted at 10:15 am by erosblog